Nuova Linea Diretta ANIUR2012-05-08 14:37:41
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Centri ufficio in crescita in Italia2011-02-25 00:00:00
Centri ufficio in crescita in Italia
Innovazione e flessibilità degli spazi per il business
Dunque anche l'Italia ha ingranato la marcia dell'efficienza della produttività . Benché ancora indietro rispetto all'Europa e soprattutto all'America, il Belpaese si apre al business innovandosi e puntando sulla flessibilità dei 'spazi' per lavoro: parola d'ordine business center e uffici virtuali. I centri uffici nello Stivale, a oggi, raggiungono all'incirca quota 200, come fanno notare all'Aniur, l'Associazione nazionale degli imprenditori uffici residence. Numeri confortevoli che parlano eloquentemente di crescita, ma molto più bassi rispetto al resto d'Europa e in particolare alla Gran Bretagna, dove sono circa 860 i centri sul territorio. Al contrario, l'Italia batte la Spagna, che ne conta sui 150.
Quanto ai clienti tipo dei business center, che fanno richiesta di “office sharingâ€, sono soprattutto imprese alle prese con l'apertura di succursali, nell'intento di testare il mercato con costi contenuti e ben definiti, per poi successivamente aprire le proprie sedi. In forte crescita negli ultimi periodi le domande per hotdesking o co-working.
La prima tipologia (hotdesking) è necessaria a persone come agenti o liberi professionisti a cui occorrono piccoli spazi per lavorare liberamente e con riservatezza. La seconda (co-working) è richiesta in genere da persone di passaggio nelle città , con la necessità di uno spazio a ore dove potersi appoggiare per lavori veloci, o ai giovani che stanno progettando nuove attività .
A chiudere la breve panoramica dell'offerta dei business center è un altro servizio molto richiesto, come fanno notare all'Aniur: l'ufficio virtuale. In pratica viene messo a disposizione dell'utenza un recapito telefonico con segreteria e ricezione per la posta. Ma c'è chi vi associa qualche altro benefit. Garanzie sono chiaramente la qualità del servizio, la produttività e la flessibilità . I settori che in Italia utilizzano di più i centri uffici operano nel campo della consulenza bancario-finanziaria e una serie di microcomparti (dagli uffici commerciali delle ambasciate alle agenzie di lavoro interinale o alle piccole imprese del terziario).
Articolo del Sole 24 ore - Roma - 23/02/2011
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Nuovo incontro ANIUR2011-01-17 10:06:04
ANIUR annuncia una nuova giornata d’incontro, dopo l’evento tenutosi a Trento a fine anno, “ANIUR: un 2011 di cambiamentiâ€, una giornata dedicata allo scambio di opinioni e idee tra gli associati ma anche dei rappresentanti di molti business center italiani. Verrà presentato il programma dell’associazione per il 2011 per un maggiore impegno finalizzato a rappresentare ed assistere nel miglior modo possibile ogni associato ANIUR. Nell’occasione verrà anche replicata la presentazione della nuova immagine di ANIUR e del nuovo sito web, progetto sviluppato dalla società di comunicazione Scaccomatto di Trento, e che si inserisce nell’ambito di una serie di cambiamenti dell’associazione su un piano sia formale che operativo. L’evento si terrà il giorno 28 gennaio presso il business center associato La Piramide a Frascati (Roma). Il programma e ulteriori dettagli verranno presti inseriti in questa sede.
Per informazioni sul centro ospitante: La Piramide
Per informazioni organizzative e adesioni: info@scaccomatto.biz

RETI WIRELESS: da Gennaio collegamenti liberi2010-11-09 11:39:00
Via libera del Consiglio dei ministri al pacchetto sicurezza messo a punto dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Alla luce delle nuove misure, dal 1° gennaio 2011 ci si potrà collegare liberamente, senza restrizioni, alla rete wi-fi, «superando così le restrizioni imposte dal decreto Pisanu cinque anni fa che ora sono state eliminate dall'evoluzione tecnologica».
Sarà dunque possibile collegarsi alla rete dai punti di accesso pubblici, anche senza dover esibire un documento di identità . Dopo l'annuncio del Consiglio dei Ministri, attesa adesso per conoscere i dettagli delle semplificazioni per collegarsi alle reti wireless.
Fonte Federprivacy - Federazione Italiana Privacy
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La difficile liberazione del wi-fi nei locali pubblici.
di Franco Sarcina
Da fine luglio 2005, gli italiani non possono connettersi a un hot spot wi-fi senza prima aver fornito al gestore dell'esercizio dove il punto di accesso ad internet è presente le proprie generalità . E il gestore stesso deve chiedere e ottenere una esplicita licenza dalla questura per poter fornire un accesso a internet ai propri clienti.In pratica, l'accesso a internet da un luogo pubblico viene trattato in una maniera diversa rispetto a quello ad altri sistemi di comunicazione, come per esempio la telefonia a voce. Testualmente, il decreto legge 144 del 2005 (convertito dalla legge 155/05) recita, nella parte che riguarda gli accessi internet via wi-fi (articolo 7, comma 1): «fino al 31 dicembre 2010, chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore. La licenza non è richiesta nel caso di sola installazione di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale».
Più avanti, al comma 4, si impongono «il monitoraggio delle operazioni dell'utente» e «l'archiviazione dei relativi dati..., nonché le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili».
Il decreto legge fu introdotto dall'allora ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, dopo gli attentati di Londra del 7 luglio 2005. Nel consiglio dei ministri di ieri, è stato approvato, su proposta del ministro degli Interni Roberto Maroni, un disegno di legge secondo cui, in materia di accesso alle reti wi-fi sarà previsto «il superamento delle restrizioni al libero accesso alla rete contenute nel cosiddetto decreto Pisanu, mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza».
Lo stesso Maroni ha puntualizzato dopo il consiglio dei ministri che dal primo gennaio del prossimo anno ci si potrà collegare liberamente, senza restrizioni, alle reti wi-fi: secondo Maroni, «vengono superate le restrizioni imposte dal decreto di cinque anni fa, che ora sono state oltrepassate dall'evoluzione tecnologica».
Analizzando però il decreto Pisanu sorge il dubbio che, se non si interviene con un nuovo provvedimento legislativo (cosa che sembra improbabile dati i tempi ristretti), a decadere dal 1° gennaio del prossimo anno sarà solo il comma 1 dell'articolo 7, l'unico che riporta esplicitamente una data di scadenza. Sicuramente, quindi, sparirà l'obbligo di richiedere una licenza in questura, non quello di chiedere le generalità a eventuali fruitori di un servizio internet, (comma 4).
Il limite imposto dal decreto Pisanu, tuttavia, si è già ridotto per la stessa evoluzione tecnologica. Innanzitutto, un utente smaliziato di internet è semplicemente in grado di accedere alla rete anche da hotspot casalinghi aperti, presenti un po' ovunque.
Secondo una ricerca di una società specializzata in connessioni wi-fi, in Italia gli hot spot internet senza password di accesso, e a cui quindi si può accedere liberamente, sarebbero poco meno del 30% (negli Usa raggiungono il 40%). Quindi, con un po' di tempo e di fortuna (e la possibilità di spostarsi) chi ha una buona conoscenza tecnica è comunque in grado di trovare un hot spot "aperto" per connettersi.
Da questo punto di vista, quindi, il decreto Pisanu è già effettivamente superato, anche perché sembra palese come non sia più lo strumento adatto per coprire la sua esigenza originaria: impedire gli utilizzi illegali della Rete.
Fonte: Il Sole 24Ore del 9/11/2010
L'EUROCBCA ha un nuovo presidente2010-11-03 11:38:08
L'EUROCBCA - European Confederation of Business Center Associations - ha un nuovo Presidente.
A prendere il testimone è Eduardo Salsamendi Presidente di ACN - Asociacion Espanola de Centros de Negocios - che insieme ad ANIUR è tra i fondatori della Confederazione che riunisce sette Associazione Nazionali di categoria.
A lui vanno i nostri migliori auguri e l'auspicio che la Confederazione, con un migliore e più efficace supporto di tutti i membri, possa contribuire a dare maggiore rappresentatività del settore a livello europeo.